Affretti il passo e ti avvii verso il consueto destino di ogni giorno, fatto di silenzi e di qualche raro sorriso, custodito con cura. Sul treno che la sera ti riporta a casa, riprendi a tessere l'ordito di quei sogni che la mattina dopo disferai di nuovo, mentre cerchi di non finire schiacciata in quella massa compatta e ondeggiante di corpi e di facce, sempre uguali, sempre le stesse.
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